Prefazione
Percy B. Shelley ha scritto che "i poeti sono specchi delle gigantesche ombre che l'avvenire getta sul presente... forza che non è mossa ma che muove"; ... sono i veri legislatori del mondo".
Leggendo questa raccolta di Piero Lentini ci si accorge come i pensieri, i sogni, le incertezze, le sofferenze, gli sgomenti, la ricerca spasmodica dell'ego e della completezza dell'ego nell'amore, scaturiti da una profonda introspezione dell' animo giovanile, rappresentino un unico crogiolo di sentimenti, in cui spirito e realtà coincidono, assumendo un colore universale, un manifesto per un'intera generazione, un'opera nella quale rispecchiarsi e ricaricarsi dell'energia vitale, molto spesso esaurita nella monotonia della quotidianità.
L'amore, la giovinezza, la riflessione sulla vita: queste le costanti note di sottofondo della raccolta.
Lo spirito dell'autore è nello stesso tempo deluso e aperto alla vita e alla naturale bellezza della vita.
Alle comprensibili preoccupazioni si contrappone fortemente la voluttà, il desiderio di uscire dal buio, la volontà di potenza, quasi nietzschiana, che concepisce la vita come tensione e dinamismo:
" Soffro, piango, ma ora so...
Amo! "
L.D.C.