

Le ricerche araldiche hanno confermato la presenza dei sigilli nobiliari del casato Lentini nelle città di Lentini, Messina e Catania, di Militello, Ossino e Idra, di
Buccheri, Palazzolo, S.Basilio e Castelvetraro. Links:
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Le notizie riportate non sono frutto di semplicistiche ricerche araldiche bensì vengono estrapolate da accertate e accreditate fonti storiografiche degli storici più noti del proprio tempo come il Villani, Filadelfo Mugnos, Saba Malaspina, Michele Amari, Bartolomeo di Nicastro e Pisano Baudo.
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Casata di sicura origine nobile riportata dalle tradizionali fonti bibliografiche conservate negli archivi ecclesiastici e privati siciliani che comprovano come la famiglia Lentini abbia lasciato traccia di sé nel tempo. Il fatto che dal ceppo Lentini sia nota l'origine, rileva come abbiano sentito l'esigenza di legarsi ad una datazione dell'origine storica o della sua collocazione in territorio, al fine di perpetuare il fasto, le gesta ed il valore della famiglia. E' solo con l'inizio del XV secolo che si fanno più frequenti le concessioni di titoli a persone e famiglie non provviste di feudo. La conferma della dimora certa della famiglia Lentini in Lentini, viene quindi a confermare come ci si trovi di fronte ad un casato che seppe legittimamente innalzare per diritto la propria arme al rango di Baroni.
Il titolo di Barone segue
generalmente nella scala nobiliare quello di Visconte; durante il feudalesimo ne
venivano insigniti i signori che ricevevano il feudo direttamente dal re e
quindi erano all'apice nella gerarchia nobiliare. Col tempo il titolo andò
gradualmente svalutandosi (sostituito da quello di conte o marchese) ma, per
quanto riguarda l'Italia, conservò e rafforzò la sua importanza nelle zone
meridionali e in Sardegna, comportando una serie di privilegi e di onerosi
diritti nei riguardi dei sudditi.
La corona di pertinenza, come la maggior parte dei casati provvisti del titolo di Barone, è formata da un cerchio d'oro ingemmato, con un filo di perle attorcigliato intorno ad esso in sbarra per tre volte o anche rialzato di sette grosse perle.
Il blasone risulta essere di colore rosso, a cinque fuselli d'oro accollati in banda.
L'arme è costituita da cinque piche di lanza d'oro in campo rosso e di sopra per traverso un giglio col suo troncone.
Gli stemmi, semplici in epoca antica e con un numero limitato di figure, si complicano in seguito, con ripartizioni e maggiore varietà di figure, colori ed ornamenti. In questo caso, la prevalenza del rosso rappresenta la modestia, la pudicizia, l'amore ardente verso Dio ed il prossimo, la giustizia oltre alla nobiltà cospicua, il dominio, la vendetta, l'audacia, il coraggio, il valore, lo spargimento di sangue, la fortezza, la magnanimità, il desiderio ardente. E' il primo fra i colori dell'arme ed è il simbolo del fuoco.


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