Il territorio presenta figura tozza ed estesa nella parte meridionale,
assottigliata in quella settentrionale. Vi si distinguono quattro diverse zone
morfologiche: una montana, alpina e prealpina; una subalpina, una di pianura e
una lagunare, costiera. La zona alpina, essenzialmente formata dalle La pianura, formata dalla parte orientale della più vasta
pianura padano-veneta, è costituita da alluvioni fluvioglaciali quaternarie,
con materiali ciottolosi e ghiaiosi, molto asciutti, più a monte; più fini,
sabbiosi e argillosi, poco permeabili e ricchi di umidità, a valle della linea
dei fontanili o delle risorgive, allungantesi da Villafranca a Conegliano, con
andamento parallelo alle Prealpi. Umidissima, satura d'acqua è la bassa pianura
padana compresa tra il corso inferiore dei fiumi Adige e Po, denominata
Polesine, a scarsissima pendenza, in certi tratti depressa sotto il livello del
mare, in parte sottoposta a continua opera di bonifica e in parte ancora
paludosa, zona di pesca valliva e di caccia. Dalla foce del Tagliamento al
delta del Po, infine, si estende la zona litoranea del Veneto, formante un
ampio arco orlato di lagune (laguna di Caorle, laguna veneta) in parte vive, in
diretta comunicazione col mare, e in parte morte, adibite talora a valli da
pesca, e interrotto da un vero labirinto di canali e di bracci fluviali, che
continuamente depositano nuovi sedimenti alluvionali, costruendo barene,
isolotti, cordoni, lidi e formazioni deltizie sempre varianti. Benché
marginale, il più importante dei fiumi è il Po, che per circa 150 km segna il
confine meridionale della regione; marginale è pure, nel Veneto, il
Tagliamento, il cui corso segna soltanto un tratto del confine orientale. I
maggiori fiumi veneti sono quindi l'Adige, il Piave, il Brenta (con il
Bacchiglione), il Sile, la Livenza (tra questi, solo il Piave, il Sile e il
Bacchiglione scorrono interamente nel territorio regionale). Oltre alla parte
più orientale del lago di Garda, appartengono alla regione vari laghi minori
alpini (Misurina), di sbarramento (Alleghe, Arquà), artificiali (Pieve di
Cadore), termali (Arquà). Il carattere continentale del clima, pur attenuato
dall'influsso mitigatore del lago di Garda e del mare Adriatico, registra
temperature accentuatamente rigide nei mesi invernali nella zona montana e
molto elevate d'estate nelle zone pianeggianti dell'entroterra. Le
precipitazioni sono concentrate soprattutto nei mesi autunnali e primaverili,
con massime tuttavia invernali verso il delta padano, estive nella zona
montana, alpina. Nei pressi delle Prealpi la piovosità è maggiore, fino a
raggiungere i 2 m all'anno. Scarso, eccettuate le zone alpine, è l'innevamento;
meno frequenti che in Lombardia sono le nebbie. Il Veneto è una delle regioni italiane più popolate, con una
densità superiore (241) alla media nazionale, variante tuttavia dalle massime
di Padova e di Venezia alle minime di Rovigo e di Belluno. Il forte attivo che
il saldo naturale faceva registrare nell'immediato dopoguerra si è lentamente
ridotto fino ad azzerarsi, e all'inizio degli anni Novanta il saldo naturale
faceva registrare un leggero passivo. Il numero degli abitanti ha continuato
comunque ad aumentare, benché a ritmo ridotto (poco più di 100.000 unità in più
fra i censimenti del 1981 e del 1991), essendo diventato decisamente attivo, da
fortemente passivo qual era, il saldo dell'interscambio migratorio con le altre
regioni e con l'estero (4.380.797 ab. al censimento 1991). Incremento
demografico e sviluppo economico si presentano molto ineguali nel vasto
territorio regionale: a zone industrialmente progredite (Verona, Vicenza,
Padova, Mestre, Marghera, Treviso) fanno riscontro ampie zone depresse,
soprattutto nella parte montuosa settentrionale e in quella pianeggiante
meridionale (Polesine), nelle quali più accentuato è il fenomeno dello
spopolamento. Per evitare la progressiva degradazione e lo spopolamento della
montagna e della collina, è stato favorito il decentramento delle attività
industriali ora disseminate nella regione, con netta prevalenza di piccole e
medie imprese manifatturiere (oltre 50.000); sono sorti consorzi promozionali
(consorzio per lo sviluppo economico e sociale del Polesine; consorzio per il
nucleo d'industrializzazione di Belluno; ecc.), cooperative di produttori
(soprattutto ortofrutticoli), cantine sociali (più di sessanta), ecc. Poco più del 5% degli occupati è impiegato nell'agricoltura,
che rimane un'attività economica importante. Nella pianura sono molto estese le
colture intensive: cereali, soprattutto frumento e mais (primo produttore
italiano), canapa, barbabietola da zucchero, soia, ortaggi (pomodori, cavoli e
cavolfiori, patate, insalata), frutta (pesche, mele, pere, ciliege), gelsi (la
regione detiene il primato nazionale nella produzione di bozzoli) nella
pianura; tabacco, olive, frutta, vini (bardolino, soave, valpolicella, verduzzo,
moscato, raboso, merlot, cabernet, ecc.) e grappe, soprattutto nelle zone
subalpina, collinare e prealpina, mentre la zona alpina fornisce in abbondanza
legname e foraggi. Diffuso è ovunque l'allevamento del bestiame: il patrimonio
zootecnico comprende soprattutto bovini e suini (province di Padova e Treviso).
Notevole è la produzione avicola (pregiata gallina padovana). La proprietà
agraria risulta generalmente molto frazionata. Attiva è, lungo tutta la zona
costiera, la pesca di mare e lagunare, affiancata da allevamenti di pesci e di
molluschi nelle lagune e nelle valli; porto peschereccio principale è Chioggia. Il Veneto ha realizzato negli ultimi decenni un
notevolissimo sviluppo industriale, sì che oltre il 40% degli occupati risulta
impiegato in attività industriali. Il sottosuolo è piuttosto povero (marmi del
Veronese, minerali di piombo e zinco del Bellunese, materie prime per
l'edilizia un po' ovunque, metano nel delta del Po), mentre ricchissimo è il
potenziale idroelettrico (tra le varie centrali, quella di Soverzene, in
provincia di Belluno, è una delle maggiori d'Italia). Alle industrie di
raffinazione e lavorazione dei prodotti agricoli, assai diffuse, alle grandi
industrie tessili (Schio, Valdagno, Thiene, ecc.) che occupano il maggior
numero di addetti all'industria, e ai grandii complessi metalmeccanici, chimici
e petrolchimici di Marghera si sono affiancate industrie manifatturiere
operanti nei più vari settori: meccanico (biciclette, motocicli, micromotori,
macchine agricole), tessile (Vicenza), del legno e del mobilificio (Cerea,
Bovolone, ecc.), della ceramica artistica e industriale (Bassano), del vetro
(Murano), degli elettrodomestici (Conegliano), del macchinario elettrico (Arzignano,
Montecchio Maggiore), le occhialerie (Cadore), i calzaturifici, le cartiere
(Verona, Vicenza, Arsiero, ecc.), gli stabilimenti chimico-farmaceutici, le
fabbriche di materie plastiche, ecc. Risorsa economica di notevole importanza è pure il turismo,
diffuso sia nella zona alpina dolomitica (Cortina, Cadore), prealpina
(altopiano di Asiago) e gardesana (Garda, Peschiera, Malcesine), sia nei
maggiori centri urbani ricchi di tesori d'arte, come Venezia, Verona, Vicenza,
Padova, sia nella zona litoranea (Bibbione, Caorle, Iesolo, Lido di Venezia,
Sottomarina), sia nella zona subalpina, per lo splendore delle ville venete e
per le attrezzate stazioni di cura, idrominerali e termali (Abano Terme,
Montegrotto Terme, Battaglia Terme, Recoaro, Caldiero). Le funzioni di rango
regionale sono distribuite fra il centro storico di Venezia, Mestre (nodo
ferroviario e autostradale) e Padova, metropoli universitaria e commerciale.
Anche le sedi delle maggiori banche e società di assicurazione sono ripartite
fra Venezia, Padova e Verona. In termini di dimensioni demografiche, l'area
metropolitana di Venezia-Mestre, estesa sulla terraferma, è la più popolosa e
tende a saldarsi con le aree di Treviso e di Padova. Altre grandi aree urbane
pluricomunali si sono formate intorno a Verona e Vicenza. Con una popolazione
complessiva di quasi due milioni di ab. queste cinque aree costituiscono i
punti forti dell'organizzazione dello spazio veneto. La fitta rete di strade e
autostrade (23.356 km), tra cui la Serenissima, di ferrovie, di idrovie
fluviali, lagunari e artificiali, favorisce l'ulteriore sviluppo economico
della regione. La navigazione marittima fa capo al porto di Venezia e quella
aerea all'aeroporto internazionale Marco Polo di Tessera, particolarmente
adibito alle linee transcontinentali e transoceaniche. L'unità etnica, linguistico-dialettale e geoeconomica può presumibilmente
datarsi dalla colonizzazione romana (
bibliografia: Enciclopedia Rizzoli-Larousse 2001