Divisa in due regioni autonome a causa
della composizione etnico- linguistica della popolazione (lingua italiana nel
Trentino, bilinguismo nella provincia di Bolzano, italiano e tedesco, con zone
montane ove si parla tuttora il ladino), la regione ha registrato negli ultimi
decenni un'ininterrotta crescita demografica. Il censimento del 1991 (890.360
ab.) ha infatti registrato un aumento di 62.000 unità rispetto a quello del
1981 e di ben 148.000 unità rispetto a trent'anni prima (censimento del 1961).
Motivi della crescita sono tanto l'attivo del saldo naturale (in lenta
contrazione, ma ancora superiore all'1,5‰ annuo) quanto il graduale
consolidamento del leggero attivo nell'interscambio migratorio con le altre
regioni e con l'estero. Il fenomeno presenta caratteri diversi a seconda delle
province (quella di Bolzano ha registrato un ritmo di crescita più che doppio
rispetto a quella di Trento) e soprattutto a seconda delle zone, con quelle
montane che stentano a mantenere la densità precedente, mentre il fondovalle
urbanizzato e industrializzato la moltiplica. L'incidenza della produzione
agricola e forestale si è ridotta al 2,5% circa del valore regionale
complessivo. Produzioni caratteristiche della regione sono quella delle mele
(primato nazionale il 52,6% del totale) e del legname da lavoro (circa un sesto
del totale nazionale). Discreta importanza hanno anche l'allevamento,
soprattutto bovino, e le produzioni di vini pregiati, frutta, segale, patate. La rete stradale ha come asse la grande arteria di
importanza europea: l'autostrada che da Modena-Campogalliano raggiunge il passo
del Brennero (A 22), dove si collega direttamente con l'autostrada austriaca
che scende verso Innsbruck attraverso il grandioso Ponte Europa (e quindi con
la rete viaria di grande comunicazione della Germania), di intenso traffico
commerciale e turistico. Due autoporti internazionali sono destinati a tale
traffico, a Gardolo (Trento) e a Vipiteno. Potenziate ovunque le attrezzature
ricettive turistico-alberghiere e sportive, che favoriscono lo sviluppo delle
attività turistiche nella regione. Iniziative di notevole successo
(marcialonga, settimane bianche, ecc.) hanno aperto nuove prospettive al
turismo regionale. Grande sviluppo è stato dato al turismo congressuale, che si
avvale di grandiosi complessi ricettivi: dall'ormai classico Kursaal di Merano
al palazzo dei Congressi di Riva del Garda, al palazzo dei Congressi di Madonna
di Campiglio, al palazzo delle Terme di Levico, al Casinò di Arco. Grandi
complessi turistici integrati sono sorti in Val Gardena, in val Badia, all'Alpe
di Siusi, al Plan de Corones, a Merano (Alto Adige) e a Madonna di Campiglio, a
San Martino di Castrozza, in val di Fassa e in val di Fiemme (Trentino). Negli
anni Novanta si sono registrate oltre 50 milioni di presenze da parte di
turisti italiani e stranieri, soprattutto tedeschi e austriaci. Alla composizione del reddito regionale complessivo le
attività del settore terziario sono arrivate a incidere in misura ormai pari a
due terzi del totale. Strettamente connesso con le attività terziarie è
l'artigianato: del legno (in particolare lavori di intaglio), dei mobili, del
ferro e rame battuto, dei tessuti. L'unanime consenso finalmente raggiunto all'inizio degli
anni Novanta su tutta la speciale normativa per il Trentino-Alto Adige ha
definitivamente concluso un lungo e a volte difficile periodo nei rapporti tra
la comunità di lingua tedesca e quella di lingua italiana, oltreché tra Italia
e Austria, che aveva dato luogo anche a fenomeni di terrorismo. Alle due
province della regione, Trento e Bolzano, sono attribuite forme e condizioni
particolari di autonomia rispetto all'ordinamento regionale delle altre regioni
a statuto speciale. In armonia con la costituzione e i princìpi
dell'ordinamento giuridico dello Stato e con il rispetto degli obblighi
internazionali e degli interessi nazionali tra i quali è compreso quello della
tutela delle minoranze linguistiche locali nonché delle norme fondamentali
delle riforme economico- sociali della repubblica e inoltre nei limiti dei
princìpi stabiliti dalle leggi dello Stato, sia la regione sia le due province
hanno la potestà di emanare norme legislative e le relative potestà
amministrative. Le due province hanno un proprio gonfalone e uno stemma, il
capoluogo della regione è Trento. Ogni provincia ha un commissario del governo
il quale oltre ad altre attribuzioni provvede al mantenimento dell'ordine
pubblico. Sono organi della regione: il consiglio regionale, la
giunta regionale e la sua presidenza. Il consiglio regionale,
eletto con sistema proporzionale e a suffragio universale diretto e segreto,
composto di 70 membri, dura in carica cinque anni ed elegge nel suo seno il
presidente, il vicepresidente e i segretari. Il presidente e il vicepresidente
durano in carica due anni e mezzo. Nei primi trenta mesi di attività del
consiglio regionale, il presidente è eletto tra i consiglieri appartenenti al
gruppo di lingua italiana e il vicepresidente tra quelli di lingua tedesca;
viceversa si verifica per il periodo successivo. La giunta regionale, che è l'organo esecutivo della regione,
si compone del presidente, di due vicepresidenti e di assessori effettivi e
supplenti. La composizione della giunta deve adeguarsi alla consistenza dei
gruppi linguistici quali sono rappresentati nel consiglio della regione. I
vicepresidenti appartengono uno al gruppo linguistico italiano e l'altro al
gruppo linguistico tedesco. Il presidente della giunta rappresenta la regione.
Pertanto egli interviene alle sedute del consiglio dei ministri, quando si
trattano questioni che riguardano la regione. Sono organi della provincia: il consiglio provinciale,
la giunta provinciale e la sua presidenza. Ciascun consiglio
provinciale è composto dei membri del consiglio regionale eletti nella
rispettiva provincia; dura in carica cinque anni ed elegge nel suo seno il
presidente, il vicepresidente e i segretari. Nei primi trenta mesi di attività
del consiglio provinciale di Bolzano, il presidente è eletto tra i consiglieri
appartenenti al gruppo di lingua tedesca e il vicepresidente tra quelli di
lingua italiana; viceversa si verifica per il periodo successivo. La giunta
provinciale di Trento è composta dal presidente e da assessori effettivi e
supplenti. Il consiglio provinciale stabilisce quale assessore deve sostituire
il presidente in caso di assenza o impedimento. La giunta provinciale di
Bolzano è composta dal presidente, da due vicepresidenti, l'uno di lingua
tedesca e l'altro di lingua italiana, e di assessori effettivi e supplenti. Nel Trentino- Alto Adige è istituito un tribunale regionale
di giustizia amministrativa, con un'autonoma sezione per la provincia di
Bolzano. Le leggi regionali o provinciali possono essere impugnate davanti alla
corte costituzionale per violazione della costituzione, dello statuto speciale
o del principio di parità tra i gruppi linguistici. L'impugnazione può essere
esercitata dal governo o da uno dei consigli provinciali. La legge provinciale
è impugnabile dal consiglio regionale o dall'altro consiglio provinciale della
regione. Le leggi e gli atti aventi valore di legge della repubblica possono
essere impugnati dal presidente della giunta regionale o da quello della giunta
provinciale, previa deliberazione del rispettivo consiglio, per violazione
dello statuto speciale o del principio di tutela delle minoranze linguistiche.
Se lo Stato invade con un suo atto la sfera di competenza assegnata dallo
statuto speciale alla regione o alle province, la regione o la provincia
rispettivamente interessate possono proporre ricorso alla corte costituzionale
per regolamento di competenza. Nella regione la lingua tedesca è parificata a quella italiana, che è la
lingua ufficiale dello Stato, e il suo insegnamento è obbligatorio in alcuni
ordini di scuole della provincia di Bolzano. Del pari, nelle scuole dei comuni
della provincia di Trento ove è parlato il ladino, è garantito l'insegnamento
della lingua e della cultura ladina. Sempre per questa provincia i cittadini di
lingua tedesca hanno facoltà di usare il tedesco nei rapporti con gli uffici
giudiziari e con la pubblica amministrazione; nelle adunanze degli organi
collegiali della regione, della provincia di Bolzano e degli enti locali in
tale provincia può essere usata la lingua italiana o la lingua tedesca. Gli
uffici, gli organi e i concessionari della provincia di Bolzano usano nella
corrispondenza e nei rapporti orali la lingua del richiedente e rispondono
nella lingua in cui gli atti sono stati avviati da altro organo o ufficio; ove
sia avviata d'ufficio, la corrispondenza si svolge nella lingua presunta del
cittadino cui è destinata. Salvo i casi previsti espressamente, è riconosciuto
negli altri casi l'uso disgiunto dell'una o dell'altra delle due lingue. Rimane
salvo l'uso della sola lingua italiana all'interno degli ordinamenti di tipo
militare. Nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, nella provincia di
Bolzano è usata anche la toponomastica tedesca. Abitato in età storica dai Reti, il Trentino fu conquistato completamente
dai Romani solo in età augustea e fu quindi compreso nell'undicesima regione
dell'Italia (Transpadana). Caduto l'Impero romano di Occidente, il
Trentino venne in dominio dei Goti. I Longobardi vi imposero come duca Evino
(575-590); i Franchi organizzarono la regione prima includendola, poi
staccandola dal marchesato del Friuli. La parte sudorientale del Tirolo fu in
epoche diverse unita o staccata dal Trentino. Nell'830 il Trentino (con altri
centri veneti) diventò contea autonoma e nel 935 circa venne separato dal
Friuli entrando a far parte dei possessi del vescovo di Trento. Nel 1027
Corrado II il Salico lo eresse, unendovi il Tirolo separato dalla Baviera, a
principato ecclesiastico, affidandolo al vescovo Ulderico II; fino al 1363 i
conti del Tirolo furono tuttavia riconosciuti dai vescovi come alti sovrani.
Gradualmente prese piede il regime municipale con consoli e statuti, e le
fazioni guelfa e ghibellina funestarono la regione con le loro lotte intestine
delle quali approfittò Federico II di Svevia che vi instaurò un dominio
assoluto con vicari imperiali tra i quali si rese celebre per crudeltà Ezzelino
da Romano. Nel 1363 i diritti dei conti del Tirolo passarono alla casa
d'Austria. La Repubblica Veneta nel 1487 tentò di impossessarsene, ma l'attacco
fallì. In seguito alle lotte scatenate dalla Riforma luterana, anche nel
Trentino ci furono sollevazioni di contadini presto vinte e soffocate nel
sangue (1525). Si ebbe poi un periodo relativamente calmo e pacifico durante il
governo di Bernardo Clesio (1514-1539) e di Cristoforo Madruzzo (1539-1567). Il
concilio di Trento, svoltosi durante la signoria di quest'ultimo, favorì
grandemente lo sviluppo della cultura e degli scambi economici della regione.
Dopo l'accordo di Spira (1571) e la cosiddetta guerra delle noci
(1579-1580), con cui i contadini delle Giudicarie fecero inutilmente
opposizione al precedente accordo e cercarono di far valere le loro antiche
autonomie, la famiglia Madruzzo si trasmise il vescovado fino al 1658, ma le
condizioni economiche e sociali del paese declinarono durante il periodo della
guerra dei Trent'anni. Durante il regno di Maria Teresa d'Austria nel 1777 il
vescovo Pietro Vigilio di Thun und Hohenstein cedette al Tirolo il potere
temporale. Nel 1796 il Trentino subì l'occupazione francese mentre il vescovo
era costretto a riparare a Passau. Ritornata la regione in possesso degli
Austriaci dopo Campoformio, fu amministrata da una reggenza imperiale; dopo la
secolarizzazione dei principati vescovili di Trento e Bressanone, il Trentino
fu riunito al Tirolo (1803). Dopo la pace di Presburgo (1805) passò alla
Baviera e nel 1809 fu aggregato al Regno Italico. Restaurato nel 1814 il
governo austriaco, il Trentino venne di nuovo incorporato al Tirolo. In seguito
alla prima guerra mondiale, assieme all'Alto Adige, fino al displuvio alpino,
fu annesso all'Italia (trattato di Saint-Germain-en-Laye, 1919), costituendo,
dapprima, l'unica provincia di Trento, suddivisa più tardi nelle due province
di Trento e di Bolzano che, dopo la seconda guerra mondiale, formarono regione
autonoma con statuto speciale con legge costituzionale 26 febbraio 1948. Nel corso della prima guerra mondiale, nel 1916, l'esercito austro- ungarico
lanciò un'offensiva sugli
Altipiani (Strafexpedition) con la quale intendeva isolare
dal paese tutto lo schieramento italiano orientale. Arginata l'offensiva, il
fronte si stabilizzò con successive, limitate oscillazioni sino al termine del
conflitto. La regione fu occupata dalle truppe italiane all'inizio del novembre
1918.
bibliografia: Enciclopedia Rizzoli-Larousse 2001