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Trentino Alto-Adige

costituita dalla provincia di Trento e dalla provincia di Bolzano; 13.619 km²; 913.169 ab. (67 ab. per km²). Capol. Trento.

Divisa in due regioni autonome a causa della composizione etnico- linguistica della popolazione (lingua italiana nel Trentino, bilinguismo nella provincia di Bolzano, italiano e tedesco, con zone montane ove si parla tuttora il ladino), la regione ha registrato negli ultimi decenni un'ininterrotta crescita demografica. Il censimento del 1991 (890.360 ab.) ha infatti registrato un aumento di 62.000 unità rispetto a quello del 1981 e di ben 148.000 unità rispetto a trent'anni prima (censimento del 1961). Motivi della crescita sono tanto l'attivo del saldo naturale (in lenta contrazione, ma ancora superiore all'1,5‰ annuo) quanto il graduale consolidamento del leggero attivo nell'interscambio migratorio con le altre regioni e con l'estero. Il fenomeno presenta caratteri diversi a seconda delle province (quella di Bolzano ha registrato un ritmo di crescita più che doppio rispetto a quella di Trento) e soprattutto a seconda delle zone, con quelle montane che stentano a mantenere la densità precedente, mentre il fondovalle urbanizzato e industrializzato la moltiplica. L'incidenza della produzione agricola e forestale si è ridotta al 2,5% circa del valore regionale complessivo. Produzioni caratteristiche della regione sono quella delle mele (primato nazionale il 52,6% del totale) e del legname da lavoro (circa un sesto del totale nazionale). Discreta importanza hanno anche l'allevamento, soprattutto bovino, e le produzioni di vini pregiati, frutta, segale, patate.

La rete stradale ha come asse la grande arteria di importanza europea: l'autostrada che da Modena-Campogalliano raggiunge il passo del Brennero (A 22), dove si collega direttamente con l'autostrada austriaca che scende verso Innsbruck attraverso il grandioso Ponte Europa (e quindi con la rete viaria di grande comunicazione della Germania), di intenso traffico commerciale e turistico. Due autoporti internazionali sono destinati a tale traffico, a Gardolo (Trento) e a Vipiteno. Potenziate ovunque le attrezzature ricettive turistico-alberghiere e sportive, che favoriscono lo sviluppo delle attività turistiche nella regione. Iniziative di notevole successo (marcialonga, settimane bianche, ecc.) hanno aperto nuove prospettive al turismo regionale. Grande sviluppo è stato dato al turismo congressuale, che si avvale di grandiosi complessi ricettivi: dall'ormai classico Kursaal di Merano al palazzo dei Congressi di Riva del Garda, al palazzo dei Congressi di Madonna di Campiglio, al palazzo delle Terme di Levico, al Casinò di Arco. Grandi complessi turistici integrati sono sorti in Val Gardena, in val Badia, all'Alpe di Siusi, al Plan de Corones, a Merano (Alto Adige) e a Madonna di Campiglio, a San Martino di Castrozza, in val di Fassa e in val di Fiemme (Trentino). Negli anni Novanta si sono registrate oltre 50 milioni di presenze da parte di turisti italiani e stranieri, soprattutto tedeschi e austriaci.

Alla composizione del reddito regionale complessivo le attività del settore terziario sono arrivate a incidere in misura ormai pari a due terzi del totale. Strettamente connesso con le attività terziarie è l'artigianato: del legno (in particolare lavori di intaglio), dei mobili, del ferro e rame battuto, dei tessuti.

L'unanime consenso finalmente raggiunto all'inizio degli anni Novanta su tutta la speciale normativa per il Trentino-Alto Adige ha definitivamente concluso un lungo e a volte difficile periodo nei rapporti tra la comunità di lingua tedesca e quella di lingua italiana, oltreché tra Italia e Austria, che aveva dato luogo anche a fenomeni di terrorismo. Alle due province della regione, Trento e Bolzano, sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia rispetto all'ordinamento regionale delle altre regioni a statuto speciale. In armonia con la costituzione e i princìpi dell'ordinamento giuridico dello Stato e con il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali tra i quali è compreso quello della tutela delle minoranze linguistiche locali nonché delle norme fondamentali delle riforme economico- sociali della repubblica e inoltre nei limiti dei princìpi stabiliti dalle leggi dello Stato, sia la regione sia le due province hanno la potestà di emanare norme legislative e le relative potestà amministrative. Le due province hanno un proprio gonfalone e uno stemma, il capoluogo della regione è Trento. Ogni provincia ha un commissario del governo il quale oltre ad altre attribuzioni provvede al mantenimento dell'ordine pubblico.

Sono organi della regione: il consiglio regionale, la giunta regionale e la sua presidenza. Il consiglio regionale, eletto con sistema proporzionale e a suffragio universale diretto e segreto, composto di 70 membri, dura in carica cinque anni ed elegge nel suo seno il presidente, il vicepresidente e i segretari. Il presidente e il vicepresidente durano in carica due anni e mezzo. Nei primi trenta mesi di attività del consiglio regionale, il presidente è eletto tra i consiglieri appartenenti al gruppo di lingua italiana e il vicepresidente tra quelli di lingua tedesca; viceversa si verifica per il periodo successivo.

La giunta regionale, che è l'organo esecutivo della regione, si compone del presidente, di due vicepresidenti e di assessori effettivi e supplenti. La composizione della giunta deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici quali sono rappresentati nel consiglio della regione. I vicepresidenti appartengono uno al gruppo linguistico italiano e l'altro al gruppo linguistico tedesco. Il presidente della giunta rappresenta la regione. Pertanto egli interviene alle sedute del consiglio dei ministri, quando si trattano questioni che riguardano la regione.

Sono organi della provincia: il consiglio provinciale, la giunta provinciale e la sua presidenza. Ciascun consiglio provinciale è composto dei membri del consiglio regionale eletti nella rispettiva provincia; dura in carica cinque anni ed elegge nel suo seno il presidente, il vicepresidente e i segretari. Nei primi trenta mesi di attività del consiglio provinciale di Bolzano, il presidente è eletto tra i consiglieri appartenenti al gruppo di lingua tedesca e il vicepresidente tra quelli di lingua italiana; viceversa si verifica per il periodo successivo. La giunta provinciale di Trento è composta dal presidente e da assessori effettivi e supplenti. Il consiglio provinciale stabilisce quale assessore deve sostituire il presidente in caso di assenza o impedimento. La giunta provinciale di Bolzano è composta dal presidente, da due vicepresidenti, l'uno di lingua tedesca e l'altro di lingua italiana, e di assessori effettivi e supplenti.

Nel Trentino- Alto Adige è istituito un tribunale regionale di giustizia amministrativa, con un'autonoma sezione per la provincia di Bolzano. Le leggi regionali o provinciali possono essere impugnate davanti alla corte costituzionale per violazione della costituzione, dello statuto speciale o del principio di parità tra i gruppi linguistici. L'impugnazione può essere esercitata dal governo o da uno dei consigli provinciali. La legge provinciale è impugnabile dal consiglio regionale o dall'altro consiglio provinciale della regione. Le leggi e gli atti aventi valore di legge della repubblica possono essere impugnati dal presidente della giunta regionale o da quello della giunta provinciale, previa deliberazione del rispettivo consiglio, per violazione dello statuto speciale o del principio di tutela delle minoranze linguistiche. Se lo Stato invade con un suo atto la sfera di competenza assegnata dallo statuto speciale alla regione o alle province, la regione o la provincia rispettivamente interessate possono proporre ricorso alla corte costituzionale per regolamento di competenza.

Nella regione la lingua tedesca è parificata a quella italiana, che è la lingua ufficiale dello Stato, e il suo insegnamento è obbligatorio in alcuni ordini di scuole della provincia di Bolzano. Del pari, nelle scuole dei comuni della provincia di Trento ove è parlato il ladino, è garantito l'insegnamento della lingua e della cultura ladina. Sempre per questa provincia i cittadini di lingua tedesca hanno facoltà di usare il tedesco nei rapporti con gli uffici giudiziari e con la pubblica amministrazione; nelle adunanze degli organi collegiali della regione, della provincia di Bolzano e degli enti locali in tale provincia può essere usata la lingua italiana o la lingua tedesca. Gli uffici, gli organi e i concessionari della provincia di Bolzano usano nella corrispondenza e nei rapporti orali la lingua del richiedente e rispondono nella lingua in cui gli atti sono stati avviati da altro organo o ufficio; ove sia avviata d'ufficio, la corrispondenza si svolge nella lingua presunta del cittadino cui è destinata. Salvo i casi previsti espressamente, è riconosciuto negli altri casi l'uso disgiunto dell'una o dell'altra delle due lingue. Rimane salvo l'uso della sola lingua italiana all'interno degli ordinamenti di tipo militare. Nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, nella provincia di Bolzano è usata anche la toponomastica tedesca.

Abitato in età storica dai Reti, il Trentino fu conquistato completamente dai Romani solo in età augustea e fu quindi compreso nell'undicesima regione dell'Italia (Transpadana). Caduto l'Impero romano di Occidente, il Trentino venne in dominio dei Goti. I Longobardi vi imposero come duca Evino (575-590); i Franchi organizzarono la regione prima includendola, poi staccandola dal marchesato del Friuli. La parte sudorientale del Tirolo fu in epoche diverse unita o staccata dal Trentino. Nell'830 il Trentino (con altri centri veneti) diventò contea autonoma e nel 935 circa venne separato dal Friuli entrando a far parte dei possessi del vescovo di Trento. Nel 1027 Corrado II il Salico lo eresse, unendovi il Tirolo separato dalla Baviera, a principato ecclesiastico, affidandolo al vescovo Ulderico II; fino al 1363 i conti del Tirolo furono tuttavia riconosciuti dai vescovi come alti sovrani. Gradualmente prese piede il regime municipale con consoli e statuti, e le fazioni guelfa e ghibellina funestarono la regione con le loro lotte intestine delle quali approfittò Federico II di Svevia che vi instaurò un dominio assoluto con vicari imperiali tra i quali si rese celebre per crudeltà Ezzelino da Romano. Nel 1363 i diritti dei conti del Tirolo passarono alla casa d'Austria. La Repubblica Veneta nel 1487 tentò di impossessarsene, ma l'attacco fallì. In seguito alle lotte scatenate dalla Riforma luterana, anche nel Trentino ci furono sollevazioni di contadini presto vinte e soffocate nel sangue (1525). Si ebbe poi un periodo relativamente calmo e pacifico durante il governo di Bernardo Clesio (1514-1539) e di Cristoforo Madruzzo (1539-1567). Il concilio di Trento, svoltosi durante la signoria di quest'ultimo, favorì grandemente lo sviluppo della cultura e degli scambi economici della regione. Dopo l'accordo di Spira (1571) e la cosiddetta guerra delle noci (1579-1580), con cui i contadini delle Giudicarie fecero inutilmente opposizione al precedente accordo e cercarono di far valere le loro antiche autonomie, la famiglia Madruzzo si trasmise il vescovado fino al 1658, ma le condizioni economiche e sociali del paese declinarono durante il periodo della guerra dei Trent'anni. Durante il regno di Maria Teresa d'Austria nel 1777 il vescovo Pietro Vigilio di Thun und Hohenstein cedette al Tirolo il potere temporale. Nel 1796 il Trentino subì l'occupazione francese mentre il vescovo era costretto a riparare a Passau. Ritornata la regione in possesso degli Austriaci dopo Campoformio, fu amministrata da una reggenza imperiale; dopo la secolarizzazione dei principati vescovili di Trento e Bressanone, il Trentino fu riunito al Tirolo (1803). Dopo la pace di Presburgo (1805) passò alla Baviera e nel 1809 fu aggregato al Regno Italico. Restaurato nel 1814 il governo austriaco, il Trentino venne di nuovo incorporato al Tirolo. In seguito alla prima guerra mondiale, assieme all'Alto Adige, fino al displuvio alpino, fu annesso all'Italia (trattato di Saint-Germain-en-Laye, 1919), costituendo, dapprima, l'unica provincia di Trento, suddivisa più tardi nelle due province di Trento e di Bolzano che, dopo la seconda guerra mondiale, formarono regione autonoma con statuto speciale con legge costituzionale 26 febbraio 1948.

Nel corso della prima guerra mondiale, nel 1916, l'esercito austro- ungarico lanciò un'offensiva sugli Altipiani (Strafexpedition) con la quale intendeva isolare dal paese tutto lo schieramento italiano orientale. Arginata l'offensiva, il fronte si stabilizzò con successive, limitate oscillazioni sino al termine del conflitto. La regione fu occupata dalle truppe italiane all'inizio del novembre 1918.

 

 

bibliografia: Enciclopedia Rizzoli-Larousse 2001